Gentile da Fabriano
MADONNA COL BAMBINO
Tempera su tavola
Ferrara - Pinacoteca Nazionale
 


Gentile da Fabriano
PRESENTAZIONE DI GESU' AL TEMPIO
Tempera su tavola
Parigi - Musée du Louvre

 

Gentile da Fabriano
Polittico Quaratesi
SAN NICOLA SALVA I NAUFRAGHI DAL MARE IN TEMPESTA
Tempera su tavola
Città del Vaticano - Pinacoteca Vaticana
 

Gentile da Fabriano
Polittico Quaratesi
SAN NICOLA DONA TRE PALLE D'ORO ALLE FANCIULLE POVERE
NASCITA DI SAN NICOLA

Tempera su tavola
Città del Vaticano - Pinacoteca Vaticana




Gentile da Fabriano
Polittico Quaratesi
SANTA MARIA MADDALENA
SAN NICOLA DI BARI
SAN GIOVANNI BATTISTA
SAN GIORGIO
Tempera su tavola
Firenze - Galleria degli Uffizi

 

Gentile da Fabriano, un protagonista assoluto dell’arte europea del Quattrocento.

Michelangelo ... parlando di Gentile usava dire che nel dipingere aveva avuto la mano simile al nome”.
Con queste parole, l’artista e biografo degli artisti, l’aretino Giorgio Vasari ha raccontato l’ammirazione del divino Michelangelo per l’arte di Gentile. Non vi poteva essere consacrazione più illustre, per un artista che in vita era tra i più stimati e contesi dai grandi committenti. Gentile fu protagonista della scena artistica delle più importanti città italiane come Venezia, Firenze, Roma, ma fu anche personalità di primo piano nella società del suo tempo, onorato come una stella di prima grandezza.

Fin dagli anni giovanili Gentile godette della protezione del signore di Fabriano Chiavello Chiavelli, condottiero del duca di Milano Giangaleazzo Visconti, fatto questo che gli permise di trovare ospitalità in una delle feconde botteghe artistiche più fiorenti della Lombardia della fine del Trecento.
Giangaleazzo Visconti, politico rapace e spregiudicato, ma governatore accorto e umanista attento, aveva creato tra Milano e Pavia una corte cui partecipavano artisti e letterati di respiro internazionale, ai quali il principe aveva messo a disposizione una delle biblioteche più importanti del tempo. Dai suoi maestri, Gentile apprese i segreti della tecnica pittorica, della lavorazione dell’oro, dell’impiego dei colori e delle vernici per trasformare un’opera d’arte nella pagina di una fiaba. Gentile studiava i tessuti più preziosi che ammirava indosso alle dame più eleganti o nelle botteghe più ricche, sperimentando come replicarne in pittura gli effetti di consistenza materica.

Osservò affascinato le tecniche di lavorazione degli ori che dalle botteghe di Parigi giungevano in Lombardia e le imitò, con effetti straordinari, sulle tavole dipinte creando gioielli a rilievo o disegnando rare e dolcissime figure incise direttamente sull’oro. Gli alberi, gli arbusti e i fiori, furono l’inesauribile fonte d’ispirazione per Gentile che vogliamo immaginare impegnato a disegnare sul suo taccuino con la minuzia di uno studioso di botanica elementi vegetali destinati ai suoi dipinti. I colori e gli effetti luminosi dell’atmosfera, furono studiati e riprodotti dall’artista con una genialità e sensibilità tale da anticipare molti dei traguardi raggiunti dalla pittura fiamminga. Il pittore di Fabriano, non a caso, fu autore di uno dei primi notturni conosciuti nella pittura occidentale.

L’uomo, la sua fisionomia ed espressività furono indagate con altrettanta attenzione e partecipazione emotiva. Nel dipingere i personaggi sacri, Gentile ha evocato sguardi che rivelano una serenità e una letizia che trascendono il tempo e le umane inquietudini, a quegli sguardi si accompagnano i volti e i gesti di allegri Gesù bambini. Le fonti parlano dell’artista come autore di ritratti oltremodo realistici, particolarmente apprezzati dai committenti. L’artista trascorse molti anni a Venezia, dove fondò una delle più importanti botteghe artistiche del tempo. Intorno al 1409 fu chiamato a decorare con mirabili affreschi (non più esistenti) la Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale.

Tra i suoi primi capolavori si possono ricordare il polittico di Valleromita (conservato alla Pinacoteca di Brera a Milano), dipinto per committenti fabrianesi o la Madonna con Bambino, eseguita per la chiesa di San Domenico a Perugia, oggi conservata nella Galleria Nazionale della città. Dopo un breve soggiorno fabrianese nel 1420, l’arrivo di Gentile a Firenze segna un’altra importante stagione della sua intensa attività che culmina, nel 1423, nella realizzazione della grandiosa Adorazione dei Magi, uno dei più grandi capolavori del Quattrocento italiano, conservata agli Uffizi, nella quale il pittore descrive e racconta un corteo fiabesco, di straordinaria bellezza. Al soggiorno fiorentino, durante il quale l’artista entra in contatto con i protagonisti del Rinascimento toscano quali Masaccio e Ghiberti, appartiene anche il polittico Quaratesi, dipinto per la chiesa di San Niccolò Oltrarno e oggi smembrato tra diversi musei. Quando è chiamato a Roma dal pontefice per lavorare alla decorazione, purtroppo perduta, della Basilica di San Giovanni in Laterano, Gentile è ormai uno dei più famosi e ammirati pittori del suo tempo.
A Roma muore nel 1427, lasciando una schiera numerosa quanto importante di allievi che, tra l’Italia settentrionale e l’Italia centrale, continueranno a raccontare le meraviglie del gusto e della vita cortese nell’arte.

Non solo catalogo
In occasione della mostra sarà realizzato un prestigioso catalogo in edizione italiano e inglese che rappresenterà la più aggiornata e definitiva monografia su Gentile da Fabriano.oltre al saggio di Keith Christiansen e i contributi dei curatori, il volume sarà completato da ampi apparati e da un regesto illustrato di tutte le sue opere.

La casa editrice Electa realizzerà inoltre un volume di studi sulla bottega di Gentile, con un corposo saggio di Andrea De Marchi, sulle committenze e sui recenti restauri a cura dell’Opificio delle Pietre Dure.