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Urbino, Fano e Pesaro
Prima di diventare una capitale del Rinascimento sotto la guida del
duca Federico, Urbino ha vissuto una intensa stagione
cortese, riconoscibile in
alcune chiese e soprattutto nell’Oratorio di San Giovanni Battista.
Il ciclo decorativo raffigurante le storie del santo, realizzato
intorno al 1416 da Lorenzo e Jacopo Salimbeni, è considerato il
manifesto del Gotico internazionale nelle Marche e in Italia, uno
straordinario viaggio nella fiaba e nell’eleganza di una corte che
continua tra i capolavori dello stesso periodo esposti nella Galleria
Nazionale delle Marche.
Se Urbino era la città dei Montefeltro, al tempo di Gentile, Fano e
Pesaro erano città malatestiane.
Entrambe conservano ancora i segni
visibili della lunga dominazione dei signori di Rimini.
La Corte, la Rocca e le tombe dei Malatesta sono testimoni dello
sviluppo urbano che ha caratterizzato la città di Fano dopo il
Medioevo, anche nell'edilizia religiosa con la costruzione di vasti
conventi e chiese ad aula come quelle di San Domenico, San Francesco
(con le straordinarie tombe di Paola Bianca e Pandolfo III Malatesta,
capolavoro della scultura dell’epoca) e Sant’Agostino. Il più noto
esempio della diffusione del Gotico internazionale è il Polittico di
Michele Giambono, conservato nella Pinacoteca civica.
La famiglia Malatesta entra in possesso della città di Pesaro verso
la fine del XIII secolo. Il portale della Chiesa di San Francesco e
quello della Chiesa di Sant’Agostino, sono due splendidi esempi
dell'arte
gotica di questo periodo.
Nella Pinacoteca si possono ammirare
numerosi dipinti su tavola che testimoniano la diffusione del Gotico
internazionale in epoca signorile tra cui il Sogno della Vergine di
Michele di Matteo,
il noto Polittico della Beata Michelina di Jacobello del Fiore, già
nella chiesa di San Francesco e il Polittico di Nicolò di Pietro, già
nella chiesa di Sant’Agostino.
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Ancona, Osimo,
Recanati e Jesi
Ancona si arricchisce di palazzi e opere d’arte proprio nel
Quattrocento. A Giorgio da Sebenico si deve la facciata della Loggia
dei Mercanti, i portali in gotico fiorito della Chiesa di
Sant’Agostino e della chiesa di San Francesco alle Scale e la
facciata di Palazzo Benincasa in via della Loggia. Nella Pinacoteca
Francesco Podesti sono conservate preziose opere di Arcangelo di
Cola, Olivuccio di Ceccarello e Carlo Crivelli, a cui si deve una
meravigliosa Madonna col Bambino.
Un itinerario legato alle arti figurative al tempo di Gentile può
proseguire in altri importanti centri a pochi chilometri dal
capoluogo regionale.
Nel centro storico di Osimo la piccola chiesa di S. Nicolò custodisce
un ciclo di affreschi attribuito a Pietro di Domenico di
Montepulciano.
Recanati ospita nella Pinacoteca e nel Museo diocesano
alcuni esempi significativi di pittura tardogotica e nella chiesa di
Sant’Agostino un importante ciclo di affreschi attribuito a Olivuccio
di Ceccarello.
Jesi, che con Recanati vanta una presenza di straordinari dipinti di
Lorenzo Lotto, conserva nella chiesa di Santa Maria delle Grazie una
venerata immagine della Madonna della Misericordia, probabilmente di
Antonio da Fabriano. Già rinascimentale è l’architettura del Palazzo
della Signoria, opera di Francesco di Giorgio Martini.
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Matelica, San Severino Marche e Camerino
L’itinerario in provincia di Macerata inizia dalla cittadina di
Matelica, centro di produzione di un ottimo Verdicchio. Il Palazzo
che ospita i Musei comunali, costruito alla fine del secolo XV da
Costantino e Giovan Battista da Lugano, è intitolato agli Ottoni, i
signori della città dal XIV secolo fino al 1589 circa.
Nelle chiese e nel Museo Piersanti si possono ammirare tra gli altri
dipinti di Marco Palmezzano, Jacopo Bellini, Barocci, Guercino e
Salvator Rosa.
Durante la signoria degli Smeducci, San Severino Marche conobbe un
grande sviluppo e si abbellì di importanti monumenti tra cui il
complesso storico che sovrasta la cittadina, dove spiccano la mole
del Duomo millenario e la Torre comunale.
La cittadina, erede della
antica città romana di Septempeda, ha dato i natali a due dei
maggiori protagonisti del Gotico internazionale: Lorenzo e Jacopo
Salimbeni. Le opere della loro bottega sono diffuse in molte città
delle Marche.
Risale al 1400 l'altarolo raffigurante le Nozze Mistiche di S.
Caterina, conservato in Pinacoteca e firmato da Lorenzo. Con
quest’opera l’artista realizza un precoce esempio di apertura al
linguaggio lineare del gotico cortese, ricco di umori pittorici
tedeschi e boemi.
Nella Pinacoteca si segnalano inoltre una splendida
Madonna dell’Umiltà di Allegretto Nuzi, un bel polittico di Vittore
Crivelli ed altre opere dei Salimbeni, tra cui le Storie di San
Giovanni Evangelista di Lorenzo.
Durante la signoria dei Da Varano, Camerino era una città aperta agli
scambi e ai rapporti tanto da fungere da snodo dei traffici lungo le
direttrici terrestri e marittime che da Venezia, via Fano, e dal
medio Adriatico, portano verso le regioni centrali e meridionali,
Roma in particolare. Nella Pinacoteca Civica e nel Museo Diocesano si
hanno testimonianze della felice stagione pittorica tra XIV e XV
secolo rappresentate da Olivuccio di Ceccarello e Arcangelo di Cola e
nel corso della metà del XV secolo da Giovanni Boccati, Girolamo di
Giovanni e Giovanni Angelo di Antonio. Contemporaneo di Gentile da
Fabriano è Arcangelo di Cola, attivo in patria e a Firenze anche per
motivi diplomatici, su incarico della famiglia dei Da Varano. La sua
Madonna in trono con Bambino e Angeli, eseguita per la chiesa di San
Francesco tra il 1428 e il 1429, è l'unica opera rimasta nel
territorio ed è conservata nella Pinacoteca.
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Fermo e il suo territorio
Fin dalla fine del XII secolo Fermo estese la sua influenza sulla
maggior parte dei castelli circostanti fino a diventare, tra '300 e
'400, una delle città più importanti e ricche dell'Italia Centrale.
Il passato sfarzoso della città è narrato nei numerosi polittici,
opere ad affresco e miniature racchiusi nelle chiese della città e
nella Pinacoteca dove si può ammirare uno degli episodi più alti del
Gotico Internazionale: le otto tavolette raffiguranti le Storie di
Santa Lucia, databili tra il 1420 e il 1425, del veneto Jacobello da
Fiore.
Esposto nella mostra dedicata a Gentile è invece lo splendido
Messale secondo la liturgia romana (detto anche Messale de
Firmonibus, Museo del Tesoro), scritto prima del 1421 e miniato da
Giovanni Ugolino da Milano intorno al 1436.
L’itinerario continua nelle splendide quinte urbane di Fermo, tra i
portali in stile gotico fiorito fino all’Oratorio di Santa Monica
(eretto tra 1423 e 1425 da Giovanni di Guglielmo) attribuito a Pietro
di Domenico da Montepulciano.
Nei dintorni di Fermo, nella Chiesa di Sant’Agostino a Monterubbiano
si può ammirare un polittico di Lorenzo di Giacomo. Un polittico
firmato da Cristoforo Cortese, si trova invece ad Altidona.
Fra
Marino Angeli, documentato dal 1437
al 1462 - una Madonna con Bambino è nella Pinacoteca di Fermo - è
noto per gli affreschi nell'Oratorio farfense di Santa Vittoria in
Matenano.
Luogo chiave per il Gotico internazionale è Montegiorgio, la cui
vicenda storica si intreccia nei secoli con quella di Fermo.
Tra i
numerosi edifici di culto, spicca la Chiesa di San Francesco il cui
portale è firmato e datato dal Maestro Zallus nel 1325. Nel fianco
nord della chiesa si apre la "Cappella farfense" ricca di affreschi
risalenti al XV secolo e raffiguranti le Storie di Sant’Elena e
della Croce.
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