Una regione gentile

 



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Veduta di Urbino

 
Michele di Matteo
SOGNO della VERGINE
Tempera su tavola
Pesaro - Pinacoteca Civica
 

 


Carlo Civelli
MADONNA COL BAMBINO
Tempera su tavola
Ancona, Pinacoteca Civica

 



Veduta di San Severino Marche



Arcangelo di Cola da Camerino

Madonna in trono col Bambino e due angeli
Tempera su tavola
Camerino, Pinacoteca e Museo civici

 

 


Veduta di Fermo


 


Pietro Di Domenico da Montepulciano
STORIE DI SAN GIOVANNI
Particolare dell'affresco
Fermo, Oratorio di Santa Monica
 

Urbino, Fano e Pesaro
Prima di diventare una capitale del Rinascimento sotto la guida del duca Federico, Urbino ha vissuto una intensa stagione cortese, riconoscibile in alcune chiese e soprattutto nell’Oratorio di San Giovanni Battista.
Il ciclo decorativo raffigurante le storie del santo, realizzato intorno al 1416 da Lorenzo e Jacopo Salimbeni, è considerato il manifesto del Gotico internazionale nelle Marche e in Italia, uno straordinario viaggio nella fiaba e nell’eleganza di una corte che continua tra i capolavori dello stesso periodo esposti nella Galleria Nazionale delle Marche. Se Urbino era la città dei Montefeltro, al tempo di Gentile, Fano e Pesaro erano città malatestiane.
Entrambe conservano ancora i segni visibili della lunga dominazione dei signori di Rimini. La Corte, la Rocca e le tombe dei Malatesta sono testimoni dello sviluppo urbano che ha caratterizzato la città di Fano dopo il Medioevo, anche nell'edilizia religiosa con la costruzione di vasti conventi e chiese ad aula come quelle di San Domenico, San Francesco (con le straordinarie tombe di Paola Bianca e Pandolfo III Malatesta, capolavoro della scultura dell’epoca) e Sant’Agostino. Il più noto esempio della diffusione del Gotico internazionale è il Polittico di Michele Giambono, conservato nella Pinacoteca civica.
La famiglia Malatesta entra in possesso della città di Pesaro verso la fine del XIII secolo. Il portale della Chiesa di San Francesco e quello della Chiesa di Sant’Agostino, sono due splendidi esempi dell'arte gotica di questo periodo.
Nella Pinacoteca si possono ammirare numerosi dipinti su tavola che testimoniano la diffusione del Gotico internazionale in epoca signorile tra cui il Sogno della Vergine di Michele di Matteo, il noto Polittico della Beata Michelina di Jacobello del Fiore, già nella chiesa di San Francesco e il Polittico di Nicolò di Pietro, già nella chiesa di Sant’Agostino.

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Ancona, Osimo, Recanati e Jesi
Ancona si arricchisce di palazzi e opere d’arte proprio nel Quattrocento. A Giorgio da Sebenico si deve la facciata della Loggia dei Mercanti, i portali in gotico fiorito della Chiesa di Sant’Agostino e della chiesa di San Francesco alle Scale e la facciata di Palazzo Benincasa in via della Loggia. Nella Pinacoteca Francesco Podesti sono conservate preziose opere di Arcangelo di Cola, Olivuccio di Ceccarello e Carlo Crivelli, a cui si deve una meravigliosa Madonna col Bambino.
Un itinerario legato alle arti figurative al tempo di Gentile può proseguire in altri importanti centri a pochi chilometri dal capoluogo regionale. Nel centro storico di Osimo la piccola chiesa di S. Nicolò custodisce un ciclo di affreschi attribuito a Pietro di Domenico di Montepulciano.
Recanati ospita nella Pinacoteca e nel Museo diocesano alcuni esempi significativi di pittura tardogotica e nella chiesa di Sant’Agostino un importante ciclo di affreschi attribuito a Olivuccio di Ceccarello. Jesi, che con Recanati vanta una presenza di straordinari dipinti di Lorenzo Lotto, conserva nella chiesa di Santa Maria delle Grazie una venerata immagine della Madonna della Misericordia, probabilmente di Antonio da Fabriano. Già rinascimentale è l’architettura del Palazzo della Signoria, opera di Francesco di Giorgio Martini.

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Matelica, San Severino Marche e Camerino
L’itinerario in provincia di Macerata inizia dalla cittadina di Matelica, centro di produzione di un ottimo Verdicchio. Il Palazzo che ospita i Musei comunali, costruito alla fine del secolo XV da Costantino e Giovan Battista da Lugano, è intitolato agli Ottoni, i signori della città dal XIV secolo fino al 1589 circa.
Nelle chiese e nel Museo Piersanti si possono ammirare tra gli altri dipinti di Marco Palmezzano, Jacopo Bellini, Barocci, Guercino e Salvator Rosa. Durante la signoria degli Smeducci, San Severino Marche conobbe un grande sviluppo e si abbellì di importanti monumenti tra cui il complesso storico che sovrasta la cittadina, dove spiccano la mole del Duomo millenario e la Torre comunale.

La cittadina, erede della antica città romana di Septempeda, ha dato i natali a due dei maggiori protagonisti del Gotico internazionale: Lorenzo e Jacopo Salimbeni. Le opere della loro bottega sono diffuse in molte città delle Marche. Risale al 1400 l'altarolo raffigurante le Nozze Mistiche di S. Caterina, conservato in Pinacoteca e firmato da Lorenzo. Con quest’opera l’artista realizza un precoce esempio di apertura al linguaggio lineare del gotico cortese, ricco di umori pittorici tedeschi e boemi.

Nella Pinacoteca si segnalano inoltre una splendida Madonna dell’Umiltà di Allegretto Nuzi, un bel polittico di Vittore Crivelli ed altre opere dei Salimbeni, tra cui le Storie di San Giovanni Evangelista di Lorenzo. Durante la signoria dei Da Varano, Camerino era una città aperta agli scambi e ai rapporti tanto da fungere da snodo dei traffici lungo le direttrici terrestri e marittime che da Venezia, via Fano, e dal medio Adriatico, portano verso le regioni centrali e meridionali, Roma in particolare. Nella Pinacoteca Civica e nel Museo Diocesano si hanno testimonianze della felice stagione pittorica tra XIV e XV secolo rappresentate da Olivuccio di Ceccarello e Arcangelo di Cola e nel corso della metà del XV secolo da Giovanni Boccati, Girolamo di Giovanni e Giovanni Angelo di Antonio. Contemporaneo di Gentile da Fabriano è Arcangelo di Cola, attivo in patria e a Firenze anche per motivi diplomatici, su incarico della famiglia dei Da Varano. La sua Madonna in trono con Bambino e Angeli, eseguita per la chiesa di San Francesco tra il 1428 e il 1429, è l'unica opera rimasta nel territorio ed è conservata nella Pinacoteca.

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Fermo e il suo territorio
Fin dalla fine del XII secolo Fermo estese la sua influenza sulla maggior parte dei castelli circostanti fino a diventare, tra '300 e '400, una delle città più importanti e ricche dell'Italia Centrale.

 Il passato sfarzoso della città è narrato nei numerosi polittici, opere ad affresco e miniature racchiusi nelle chiese della città e nella Pinacoteca dove si può ammirare uno degli episodi più alti del Gotico Internazionale: le otto tavolette raffiguranti le Storie di Santa Lucia, databili tra il 1420 e il 1425, del veneto Jacobello da Fiore.

Esposto nella mostra dedicata a Gentile è invece lo splendido Messale secondo la liturgia romana (detto anche Messale de Firmonibus, Museo del Tesoro), scritto prima del 1421 e miniato da Giovanni Ugolino da Milano intorno al 1436. L’itinerario continua nelle splendide quinte urbane di Fermo, tra i portali in stile gotico fiorito fino all’Oratorio di Santa Monica (eretto tra 1423 e 1425 da Giovanni di Guglielmo) attribuito a Pietro di Domenico da Montepulciano.

Nei dintorni di Fermo, nella Chiesa di Sant’Agostino a Monterubbiano si può ammirare un polittico di Lorenzo di Giacomo. Un polittico firmato da Cristoforo Cortese, si trova invece ad Altidona.

Fra Marino Angeli, documentato dal 1437 al 1462 - una Madonna con Bambino è nella Pinacoteca di Fermo - è noto per gli affreschi nell'Oratorio farfense di Santa Vittoria in Matenano. Luogo chiave per il Gotico internazionale è Montegiorgio, la cui vicenda storica si intreccia nei secoli con quella di Fermo.

Tra i numerosi edifici di culto, spicca la Chiesa di San Francesco il cui portale è firmato e datato dal Maestro Zallus nel 1325. Nel fianco nord della chiesa si apre la "Cappella farfense" ricca di affreschi risalenti al XV secolo e raffiguranti le Storie di Sant’Elena e della Croce.

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