Veduta di Urbino
 


Veduta di San Severino Marche
 

Veduta di Fermo
 

Le vie del Gotico internazionale tra l’Appennino e l’Adriatico.

La stagione compresa tra la fine del Trecento e la metà del Quattrocento, cui è stata attribuita la definizione di Gotico internazionale, segna uno dei momenti più significativi nella storia artistica europea.
Un comune linguaggio figurativo attraversa la Francia, la Boemia, la Lombardia, l’Emilia e le Marche.

Gentile è universalmente considerato il maggiore interprete di quella cultura artistica e la sua forte impronta è riconoscibile anche nelle opere dei fratelli Salimbeni, di Ottaviano Nelli, Olivuccio di Ceccarello, Arcangelo di Cola e degli altri maestri che hanno diffuso la sua lezione tra l’Appennino e l’Adriatico.
Ancor più viva è quindi l’emozione di un itinerario nelle terre delle Signorie che, tra Trecento e Quattrocento, governavano le maggiori città marchigiane, diventate ormai dei centri commerciali di primaria importanza. Come i Chiavelli a Fabriano, altrove dominavano i Malatesta, i Montefeltro, i Da Varano, gli Smeducci…

Fieri belligeranti e capitani di ventura, ma anche uomini di cultura, sensibili al nuovo linguaggio cortese, protettori delle arti e degli ordini religiosi.

Alle loro oculate volontà e committenze si debbono il nucleo urbanistico di tanti centri storici e alcune eccellenze delle città d’arte marchigiane. Un patrimonio culturale che si propone oggi come meta di un altro turismo rispetto a quello che si accalca nei siti da tempo più celebrati.

Fabriano e la mostra su Gentile diventano allora il punto di partenza ideale per spingersi verso Urbino, verso Ancona, verso Camerino e San Severino Marche e verso Fermo, alla scoperta di tesori talvolta nascosti ma di straordinaria bellezza.

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