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Dalle Grotte di Frasassi
ad Arcevia e Serra San Quirico
Un senso di incanto e meraviglia accompagna da sempre la visione
delle opere di Gentile. Le stesse emozioni si provano durante la
visita delle spettacolari Grotte di Frasassi, scoperte non più di
trent’anni fa e oggi meta di una
sorta di pellegrinaggio speleologico. Chilometri di sale e gallerie,
dalla più gigantesca (può contenere il Duomo di Milano) alle più
incantate come quella che è stata dedicata proprio a Gentile da
Fabriano. Le grotte, nei pressi delle quali si trova la suggestiva
chiesa romanica di san Vittore delle Chiuse (sec. XI)
sono la perla di un’area protetta molto
ricca dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. Oltre la Gola
formata dal fiume Sentino dopo pochi chilometri immersi nelle belle
colline si incontra Arcevia, un centro fortificato in posizione
dominante verso l’Adriatico. Nella collegiata di San Medardo si
conservano due pale del grande Luca Signorelli e un raro dossale in
terracotta invetriata di Giovanni della Robbia. Passando tra vasti
panorami e piccoli castelli si raggiungono le possenti mura di Serra
San Quirico, nel cui centro spicca la chiesa di Santa Lucia, con uno
degli interni barocchi più belli delle Marche.

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Valleromita
e l’Eremo di Santa Maria di Valdisasso
Uscendo da Fabriano verso Roma si incontra a sinistra la strada per
Valleromita. Un percorso naturalistico attrezzato con una Aula verde
permette di apprezzare una ricca vegetazione caratterizzata da
maestosi faggi secolari e una vegetazione brulicante. Immerso nel
bosco si trova l’Eremo di Valdisasso. Nel 1405 il convento passa ai
Frati minori di Fabriano che lo ampliano e abbelliscono grazie a
cospicue donazioni tra cui quella dei Chiavelli, signori della città,
che commissionano proprio a Gentile, in quegli anni a Venezia, il
famoso Polittico di Valleromita, in gran parte presente in mostra.
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Da Sassoferrato
all’abbazia di
Fonte Avellana
Costeggiando le pendici del Monte Cucco si incontrano i resti
archeologici della città romana di Sentinum e poco dopo Sassoferrato.
La città si propone per il suo centro storico e per un ragguardevole
numero di dipinti che vanno dal romanico al barocco, tra cui quelli
di Giovan Battista Salvi, detto appunto il Sassoferrato.
Ancora una ventina di chilometri per giungere alle falde del vicino
Monte Catria, dove si erge isolato l’Eremo di Fonte Avellana, fondato
da San Romualdo intorno al 980. Si conservano nelle loro originarie
forme romanico-gotiche alcuni ambienti del monastero: il chiostro, la
spoglia ma bellissima sala dello Scriptorium, la cripta.
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Dall’abbazia di
Val di Castro
ai Castelli di Jesi
Dalla frazione di Albacina, risalendo il corso del fiume Esino a sud
di Fabriano, si incontra la cittadina di Cerreto d’Esi che conserva
la sua impronta medievale. Da Albacina una strada si inerpica verso
il Monte San Vicino fino a raggiungere, a quasi 1.000 metri, i prati
di Poggio San Romualdo. Si scende poi tra boschi e pascoli verso
l’Abbazia di Val di Castro, fondata da San Romualdo nel 1009. Il
santo vi morì nel 1027 e le sue spoglie furono traslate nel 1481
nella chiesa fabrianese dei SS. Biagio e Romualdo. Proseguendo verso
la Valle Esina si incontrano piccoli borghi e castelli come quello di
Precicchie, abbazie come quelle di Sant’Urbano e Sant’Elena. Tra
vigneti di Verdicchio si sale di nuovo, passando per Cupramontana,
per arrivare a Staffolo, dove è possibile ammirare il meraviglioso
polittico del Maestro di Staffolo nella chiesa di Sant’Egidio.
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